lunedì 27 dicembre 2010

Try now we can only loose

Cosa voglio di più
di
Silvio Soldini – 2h06” – 2010
cast Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston, Teresa Saponangelo










You know that it would be untrue
You know that I would be a liar
If I was to say to you
Girl, we couldn't get much higher



Anna: impiegata, una convivenza con un compagno morbidoso e aggiusta-tutto, il corso settimanale di pittura, la domenica da Ikea.
Domenico: cameriere tutto fare in un’agenzia di catering, una moglie, due figli piccoli, un mutuo, il mercoledì in piscina, la domenica al parco.
Si incontrano.
E le loro minuscole esistenze vengono reciprocamente sconvolte da incontri in un motel a ore, sms mandati di nascosto, bugie, sospetti fondati, finti staordinari al lavoro, sfuriate.
All’inizio, li avvicina la passione.
Alla fine, li allontanano i sentimenti.
La loro storia si interrompe, poi ricomincia, poi si interrompe di nuovo, poi ricomincia, poi si interrompe ancora e poi, chissà.
Soldini lascia aperto il finale, forse perché ben sa che da certe storie non se ne esce.

Cosa voglio di più.
Me lo sono chiesto parecchie volte.
Da fidanzata, mi sono posta questa domanda mentre lasciavo l’uomo perfetto.
Da amante, mentre sbattevo contro le pareti dello spazio ristretto che ci siamo concessi.
È molto difficile trovare una riposta, e lo stesso Soldini ce la nega.
Secondo alcuni, questo film è ridondante e lento. Concordo.
Questo è il modo realistico con cui si racconta lo stillicidio di qualcosa che non può esistere liberamente, perché tutte le circostanze esterne lo rendono sconveniente.
Secondo altri, questo film è scontato. Concordo.
La maggior parte delle storie clandestine lo è. Di solito le persone sono troppo terrorizzate dal compromettere quanto costruito, che dal lasciarsi sfuggire l’occasione per creare qualcosa di nuovo.

Non guardate questo film se sognate romanticamente una liason con lo sconosciuto cameriere del catering.
Non guadate questo film se state insieme da troppo poco tempo, per capire cosa significa essere insoddisfatti di quello che si ha, anche se “quello che si ha” è costato fatica, e fino a cinque minuti prima, corrispondeva alla felicità. 
Guardate questo film se sapete cosa vuol dire iniziare la storia sbagliata, e avere ormai uno sguardo disincantato.
Così, giusto per impiegare il tempo la sera, quando lui/lei è dalla fidanzata/o ufficiale e voi avete finito gli spilli con cui infilzare la bambolina voodoo.

8 commenti:

  1. Ho pensato di citare il tuo commento "che finale di merda", ma poi ho preferito articolare il tuo pensiero :)

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  2. Elisa F, Sabine B... le ragazze del Bio parco di Valencia.

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  3. A proposito, grazie di essere passata dalle mie parti. Torna e commenta quando vuoi!

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  4. E questo lo vedrò di sicuro. Lo sai no?

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