mercoledì 24 novembre 2010

Questa è Teheran, non si scherza

I Gatti Persiani
di Bahman Ghobadi – 1h46’’- 2009

cast Negar Shaghaghi; Ashkan Koshanejad; Hamed Behdad

Premio speciale della giuria - Un Certain Regard – Festival di Cannes 2009


 
 
 
 
 
 
 
 

Every day will be today
And tomorrow is no fear


Negar e Askan sono giovani, stanno insieme, suonano, hanno talento, ascoltano indie rock e sognano di fare concerti a Londra e Parigi. Che novità, per una coppia di adolescenti.
Però siamo a Teheran.
E questo complica le cose.

Negar e Askan non si danno per vinti, e con l’auto di Nader e molta determinazione, iniziano a reclutare i componenti della band, e a raggranellare i soldi per comprarsi visto e passaporto. Sì, comprarsi, perché non è possibile ottenerli legalmente, se il proposito è quello di andare all’estero per fare musica.
Eh sì, è illegale fare musica.
I vicini chiamano la polizia. Strumenti confiscati, frustate, multe salate, prigione.
Quindi? Si suona indie nelle cantine; rap all’ultimo piano di grattacieli in costruzione; metal nelle stalle, tra le mucche che non apprezzano il genere e non fanno più il latte.
Prima di partire, Negar e Askan organizzano un concerto di addio.
Quella sera Nader, a cui sono stati affidati i soldi per visti e passaporto, non si trova.
È a una festa privata.
Che…sì…è illegale.
Negar e Askan vanno a recuperarlo.
Ma all’ultimo, anche la polizia decide di autoinvitarsi.
E il tanto atteso volo verso la libertà, cambia destinazione.

Ghobadi, ha girato questo film in 17 giorni, con una telecamera digitale, in clandestinità e con attori non professionisti.
Eh, sì, in Iran è illegale pure girare film senza autorizzazione, come ci ricorda Juliette Binoche, che così può mostrare il suo pietoso broncio in difesa del buon Panahi – fine della divagazione.
E lo ha chiamato I Gatti Persiani, perché in Iran…sì è illegale pure portare in giro cani e gatti. Ma molti nascondono in casa gatti persiani, che come i musicisti sono costretti a vivere senza libertà.

È un film da vedere. E da ascoltare. Ogni volta che Negar e Askan conoscono qualcuno che potrebbe far parte della band, questo qualcuno suona. E la musica diventa colonna sonora e accompagna immagini rubate di una Teheran troppo spesso messa sotto silenzio.


http://www.youtube.com/watch?v=dZfb8T_Fy18

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