martedì 15 giugno 2010

Ashes To Ashes

Le quattro volte
di Michelangelo Frammartino – 1h28” - 2010





Secondo Pitagora la nostra esistenza è data dall’intrecciarsi di quattro anime: razionale, animale, vegetale e minerale.Parte da qui Frammartino, per raccontarci quattro vite, legate l’una all’altra da un filo di lana caprina.Un pastore che vive in un paesino delle montagne calabresi passa le sue giornate a far pascolare le capre. Ha una brutta tosse, che cura con la cenere raccolta sotto l’altare di una chiesa. Fino a quando in chiesa non ci finisce lui, penultima fermata prima del campo santo. Testimone dei suo ultimi colpi di tosse, il gregge, destinato a breve ad allargarsi.Di lì a poco, infatti, una capra partorisce un candido e morbidoso capretto. Gli spettatori in sala fanno “oooooooooooooh”. Il primo giorno di libera uscita al pascolo, resta indietro e si perde. Sfinito, si addormenta sotto un abete.E che abete: 21 metri di dimensioni artistiche, che gli valgono il titolo di albero della cuccagna per la sagra del paese. E siccome dell’abete non si butta via niente, una volta finita la sagra, l’albero viene tagliato, e il suo legno utilizzato per farne carbone da ardere, destinato a diventare a sua volta cenere.

Se iniziassi scrivendo che per un’ora e mezza non ci sono dialoghi e che gli unici suoni che si sentono sono il tossire del pastore, il vento, qualche belato, lo strisciare delle lumache e il vociare indistinto durante la festa di paese, qualcuno di voi potrebbe visualizzare l’impolverito Tafazzi.Il fatto è che ogni descrizione, rischia di far sembrare questo film pesante come una doppia porzione di Pasta 'ncasciàta. E invece si sorseggia amabilmente come un bicchiere di Bivongi Rosso.Con un'unica avvertenza: se quando guardavate Heidi siete rimasti traumatizzati dalla tragica scomparsa di Fiocco di Neve, preparatevi a rivivere il dramma.

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